UPS, gruppi di continuità
Stabilizzatori a protezione degli impianti elettronici
L'UPS (Uninterruptible Power System), più comunemente denominato "gruppo di continuità", è un sistema di alimentazione in grado di assicurare la continuità del servizio all'apparecchiatura collegata in caso di interruzioni della fornitura elettrica, gestibile come periferica del sistema informatico. Si inserisce tra la rete di alimentazione e l'utenza, fornendo all'impianto due caratteristiche fondamentali a tensione filtrata: un'alimentazione di emergenza erogata dalle batterie con autonomia minima di 5 minuti, espandibile, e un'alimentazione di alta qualità.
Come proteggere le postazioni di lavoro
I gruppi di continuità sono sistemi elettronici che, data in ingresso una rete di alimentazione a 220V, forniscono in uscita una tensione alternata stabilizzata, raddrizzata e corretta in termini di frequenza, senza risentire delle anomalie di rete e senza interruzioni nell'erogazione di energia, grazie alle batterie tampone. Secondo indagini di mercato, un elevato numero di guasti alle apparecchiature elettroniche è dovuto a cause indotte dalla rete di alimentazione: interruzioni di durata variabile, variazioni di frequenza, sovratensioni o sottotensioni causate da manovre sugli interruttori, scariche atmosferiche o l'inserimento di grossi carichi nelle vicinanze, come impianti industriali.
Il tempo medio fra un guasto e l'altro (MTBF, Mean Time Between Failure) di una rete di distribuzione può variare tra 24 e 900 ore, mentre quello di un'apparecchiatura elettronica varia tra 20.000 e 100.000 ore. I rischi economici possono essere rilevanti sia per un'azienda che per il piccolo-medio esercente: i costi legati al recupero dati, alla sostituzione dell'hardware o ai danni da mancate vendite e tempi di fermo risultano spesso considerevoli. Da qui la necessità di garantire continuità di alimentazione e una forma d'onda di tensione conforme a precisi requisiti.
Principali inconvenienti che possono danneggiare le apparecchiature elettroniche
- Interruzioni della tensione di rete
- Variazioni rapide di tensione
- Variazioni di frequenza
- Abbassamenti di tensione
- Aumenti di tensione
- Transienti di tensione
- Rumori di linea
- Distorsioni sulla forma d'onda
- Picchi di tensione da scariche elettrostatiche
- Disturbi in alta frequenza
I principali disturbi sulla rete a 220V
Interruzione della rete elettrica, causata dall'eccessiva richiesta di erogazione o da eventi naturali come i temporali. Effetti: perdita dei dati in fase di lavorazione nella memoria RAM o nella cache e talvolta perdita del FAT, con conseguente perdita dei dati sul disco fisso.
Incremento consistente e istantaneo del valore della tensione, provocato ad esempio da fulmini. Effetti: danneggiamenti sensibili delle parti hardware con conseguente perdita di dati.
Diminuzione di breve durata dei livelli di tensione: è il disturbo più comune, causato dall'accensione di motori, compressori, ascensori e montacarichi. Effetti: riduzione della potenza necessaria a un dispositivo elettronico (ECR, POS, bilancia, PC) per funzionare correttamente, con conseguenti crash imprevisti del sistema e perdita o danneggiamento dei dati in elaborazione.
Noto anche come EMI (interferenza elettromagnetica) o RFI (interferenza a radiofrequenza), disturba la forma sinusoidale dell'onda elettrica attesa, ed è causato da illuminazione, interruttori, generatori, radiotrasmittenti e attrezzature industriali; può essere intermittente o continuo. Effetti: il rumore introduce mancanze ed errori nei programmi eseguibili e nei file di dati residenti in memoria.
Breve incremento del livello di tensione, della durata di almeno 1/10 di secondo, provocato dallo spegnimento di motori elettrici che richiedono potenza elevata. Effetti: qualsiasi valore di tensione che supera i limiti dichiarati sollecita in modo anomalo i componenti più sensibili, provocando guasti prematuri.
Danni causati alle apparecchiature elettroniche
- Danneggiamento con usura o rottura dell'hardware
- Perdita totale e/o parziale dei file nell'HDD
- Errori di elaborazione dati
- Crash imprevisti del sistema
- Sollecitazione anomala dei componenti elettronici
- Errori alle periferiche
- Errori al terminale
- Problemi di controllo dei processi produttivi







